Maratona di New York
"Emanuele Santoro firma anche regia, scenografia, suoni, luci: come sempre, è molto bravo nel rendere le atmosfere, un tappeto di foglie autunnali, il gìoco di chiaro e scuro, i lampi improvvisi provenienti dalla strada che rasenta la campagna in cui i due amici stanno correndo (strada, auto, si riveleranno tragicamente emblematiche)." GIORNALE DEL POPOLO

"Una commedia che corre da sola: così l'ha definita il suo autore e così è apparsa sulla scena del Cortile. Molto bravi gli attori, bello il testo" AZIONE



Lo spettacolo

MARIO: Il primo minuto è il più duro. Viene voglia di smettere subito.

Steve allunga leggermente. Mario arranca per stargli dietro

MARIO: Ti ho visto il dietro del collo almeno mille volte. È la parte di te che conosco meglio. E devo dire che mi sta sull'anima.

Due amici, di notte, in corsa nella campagna. Si stanno allenando per la gara amatoriale più famosa del mondo. Lunghe falcate nel buio e poche parole, quelle che bastano per non essere soli, per ingannare la fatica. E quando il ritmo si fa più teso, quando il fiato comincia a mancare, le parole prendono il sopravvento. Come un cronometro, il filo dei pensieri batte più forte. Ricordi comuni e comuni incomprensioni di due maratoneti che si ritrovano a fare i conti con se stessi e con gli altri, col senso delle proprie azioni, con il passato, con gli ideali infranti e mai raggiunti, con piccoli particolari che non tornano. Il sudore scende più freddo e la milza comincia a far male. Le immagini sfuocano nella nebbia e nel buio, i punti di riferimento si perdono.
Emanuele Santoro.


Scenografia e regia
Emanuele Santoro

Con
Emanuele Santoro
Massimiliano Zampetti

di Edoardo Erba
e.s.teatro
emanuelesantoroteatro